Vedere il proprio cane leccarsi insistentemente le zampe, mordicchiarle, grattarsele fino a irritarle è
una scena che preoccupa e, spesso, lascia disorientati. Il prurito alle zampe è un sintomo frequente,
ma le cause possono essere molte: ambientali, parassitarie, infettive, allergiche. Tra queste, in alcuni
casi, anche l’alimentazione può giocare un ruolo. Comprendere quando sospettare un legame con il
cibo è fondamentale per intervenire nel modo giusto, sempre insieme al veterinario.
La tentazione, di fronte al prurito, è cercare soluzioni rapide: creme, spray, integratori “miracolosi”.
Ma il corpo parla attraverso la pelle, e ignorare il messaggio per concentrarsi solo sul sintomo
rischia di spostare il problema senza davvero risolverlo. Il punto non è allarmarsi, ma ascoltare con
attenzione.
Un sintomo, tante possibili origini
Il prurito alle zampe può essere causato da allergeni ambientali (pollini, acari, muffe), contatto con
sostanze irritanti, parassiti esterni, lieviti e batteri che approfittano di una barriera cutanea
indebolita, o ancora da forme di ipersensibilità alimentare. Spesso più fattori si sommano, creando
un quadro complesso.
Segni tipici includono leccamento compulsivo, arrossamento tra i cuscinetti, odore sgradevole,
ispessimento e scurimento della pelle nel tempo. In molti casi il cane prova sollievo solo
temporaneo, per poi tornare a leccarsi, in un circolo vizioso che peggiora la situazione. Il primo
passo è sempre una visita veterinaria, per escludere o trattare cause acute e gravi.
Quando pensare anche all’alimentazione
Non tutto il prurito è di origine alimentare, ma ci sono segnali che possono far sospettare un
coinvolgimento del cibo:
• prurito non strettamente stagionale, presente tutto l’anno
• associazione con disturbi gastrointestinali (feci irregolari, gas, vomito cronico)
• presenza di otiti ricorrenti, arrossamenti in altre aree (orecchie, pancia, ascelle)
• mancata risposta o risposta parziale a trattamenti topici e antiparassitari.
In questi casi, il veterinario può proporre un percorso che includa una dieta di eliminazione, una
fonte proteica nuova o idrolizzata, o una riformulazione complessiva dell’alimentazione. Il cibo
diventa così parte della strategia, non un dettaglio accessorio.
Il ruolo di un’alimentazione più semplice e naturale
Un’alimentazione formulata con ingredienti selezionati, liste corte e chiare, assenza di additivi
superflui e processi produttivi delicati può rappresentare un supporto importante nei cani sensibili.
Non sostituisce mai la diagnosi e la terapia veterinaria, ma può ridurre il “rumore di fondo” a cui
l’organismo è esposto ogni giorno.
Ridurre la complessità di ciò che entra nella ciotola, scegliere proteine e carboidrati di buona
qualità, limitare coloranti, aromi artificiali e conservanti può aiutare a rendere più leggibile la
risposta del cane. Se il corpo è meno impegnato a gestire sostanze non necessarie, è più facile capire
come reagisce a ciò che rimane, e lavorare in modo mirato con il supporto del veterinario.
Un percorso da affrontare insieme al veterinario
Affrontare il prurito alle zampe richiede pazienza, costanza e collaborazione. Non esistono
scorciatoie sicure: eliminare e reintrodurre ingredienti, valutare protocolli nutrizionali specifici,
monitorare la pelle nel tempo sono passaggi che vanno fatti con la guida del professionista.
L’alimentazione è uno dei pilastri di questo percorso, insieme alla gestione dell’ambiente, dei
parassiti, delle eventuali infezioni secondarie. Scegliere un cibo più naturale, pulito e studiato con
cura è un gesto che parla la stessa lingua della prevenzione: quella di chi non si accontenta di
spegnere il prurito oggi, ma vuole capire come aiutare il proprio cane a stare meglio, domani e nel
lungo periodo.

